Categories
Languages

L’OMS deve collaborare appieno con Taiwan

Mentre l’epidemia di coronavirus contamina rapidamente il mondo intero, Taiwan riesce a contenere drasticamente la sua diffusione, su un territorio insulare appena più grande del Belgio ed una popolazione di 23 milioni d’abitanti. Nonostante gli stretti legami economici e commerciali con la Cina continentale, al 26 marzo 2020, Taiwan contava 252 casi e soltanto due morti: dei tassi di contagio e mortalità per abitante molto inferiori a quelli che si osservano nel resto del mondo.

Ciononostante, Taiwan rimane ancora esclusa dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Eppure, il governo taiwanese aveva allertato l’OMS già il 31 dicembre scorso, non solo dell’emergenza del virus, ma anche e soprattutto della sua possibile contagiosità umana. Le autorità di Formosa hanno saputo anticipare l’epidemia e preservare le loro capacità d’azione sia a livello sanitario che economico. Mentre numerosi paesi hanno imposto l’isolamento alle loro popolazioni, la vita a Taiwan prosegue quasi indisturbata: università, licei e scuole sono aperti, le imprese continuano le loro attività, le persone circolano liberamente.

Fin dal primo caso riscontrato sul suo territorio il 23 gennaio scorso, le autorità del paese hanno immediatamente attivato un dispositivo di gestione dell’epidemia per evitare la propagazione del virus. Quest’ultimo è stato concepito e messo all’opera dopo l’esperienza traumatica della SARS che colpì l’isola nel 2003.

A partire dal 24 gennaio, le autorità del paese hanno imposto restrizioni all’esportazione di mascherine e controlli doganali severi per coloro che avessero soggiornato in Cina nei 14 giorni precedenti. Peraltro, ogni nuovo entrante nel paese è ormai sottoposto a un monitoraggio sanitario continuo. Il ministero taiwanese della salute e degli affari sociali ha inoltre vietato al personale medico di lasciare il paese. Attualmente, Taiwan ha a disposizione 13 milioni di maschere chirurgiche ogni giorno, per soddisfare i bisogni della sua popolazione. La produzione è stata moltiplicata per quattro in un mese.

Taiwan è l’unico paese dove attualmente tutte le decisioni relative all’epidemia sono centralizzate in un comando unico e transversale. Al suo vertice, il ministro della salute e degli affari sociali gode dell’autorità necessaria a coordinare misure applicabili alle dogane, all’economia, all’educazione e ai trasporti. Questa centralizzazione delle informazioni e del processo decisionale è un elemento decisivo per una gestione efficace dell’epidemia.

Le autorità hanno rapidamente applicato l’integralità del suo dispositivo sanitario all’insieme della catena di contaminazione potenziale: avviso ai viaggiatori, monitoraggio delle persone in contatto con pazienti contaminati, isolamento durante l’incubazione, quarantena, file d’attesa separate negli ospedali per i casi sospetti, distribuzione di mascherine e gel disinfettante… Dei ricercatori taiwanesi hanno isolato dei ceppi del coronavirus e sintetizzato il farmaco antivirale remdesivir e stanno sviluppando un screening che dà risultati in soli 15 minuti.

La comunicazione costante di informazioni dettagliate è decisiva nell’adesione della popolazione al dispositivo di prevenzione e utile ad evitare altresì la diffusione di informazioni false e di voci infondate, potenziali fattori di panico.

Taiwan dimostra quindi la sua competenza nella ricerca medica e nella prevenzione, così come la qualità del suo sistema sanitario, in nona posizione nel 2018 secondo la classifica annuale di Bloomberg sull’efficacia dell’assistenza sanitaria nel mondo. Taiwan è un attore importante ed inevitabile della sanità mondiale. Eppure non è stata invitata a partecipare alla prossima sessione annuale dell’OMS, che dovrebbe tenersi i 16-17 maggio prossimi a Ginevra.

Escludere Taiwan da questa importante riunione, specialmente nella situazione di eccezionale gravità in cui ci troviamo, è un grosso errore. Ciò mette a rischio la sicurezza sanitaria mondiale e quella di Taiwan, poiché le questioni sanitarie non conoscono frontiere, come ci ricorda l’attuale pandemia.

Taiwan merita a pieno titolo di partecipare a tutte le attività dell’OMS. Può giocare un ruolo specifico nel rafforzamento dei sistemi sanitari mondiali, che è uno degli Obiettivi di sviluppo sostenibile e, d’ora in poi, nella lotta al coronavirus.

Noi sottoscritti, cittadini, responsabili sanitari e parlamentari di ogni colore politico, dichiariamo che l’OMS non può cedere a logiche politiche o influenze diplomatiche e deve invece ritrovare la sua vocazione primaria, ovvero proteggere la salute di tutti a livello mondiale.

L’OMS ha bisogno di Taiwan, così come Taiwan ha bisogno dell’OMS.

Chiediamo perciò all’Organizzazione mondiale della sanità di essere all’altezza della sfida sanitaria attuale, permettendo a Taiwan di partecipare alla sua prossima assemblea, alle altre sue riunioni e in generale all’insieme delle sue attività.

Please leave comments in English, Spanish, Italian, Chinese, or French. Thank you.

請以英文、西班牙文、義大利文、法文或中文留言。

When you fill in this webform and click on “post comment”, you accept that your personal data will be processed in order to enable your comment to be published. Before submitting your comment, please take a moment to find out more about who can access your personal data and how it is processed, by reading the privacy policy.

5 replies on “L’OMS deve collaborare appieno con Taiwan”

È veramente incomprensibile come l’OMS non abbia ancora accettato Taiwan. Confido in un tempestivo ripensamento

Taiwan è un modello di gestione dei servizi sanitari, come dimostrato dalla gestione della emergenza epidemiologica da Covid-19. La sua assenza dall’OMS è incomprensibile e non è coerente con le finalità dell’OMS